Tutte le fasi per l’apertura di un Parco Avventura

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Con questo articolo, vogliamo realizzare un utile supporto per chi ha in mente di costruire un Parco Avventura e si avvicina per la prima volta a questo settore, così da potersi fare un’idea, anche sommaria, su tutto il percorso che conduce alla gestione di un novello parco divertimenti Eco-sostenibile.

Fasi Parco Avventura

La realizzazione di un Parco Avventura o Parco Acrobatico Forestale, passa naturalmente da diverse fasi, alcune delle quali servono esclusivamente a rendersi conto della bontà, o meno, dell’operazione.

Il nostro obiettivo è quello di sviscerare tutto il percorso che porta alla realizzazione dell’impianto, per stabilire quali sono gli aspetti importanti (ma anche opzionali) e quali quelli imprescindibili. In questo modo si potranno fare delle valutazioni più attente, che torneranno utili in un processo decisionale.

Un Parco in costruzioneL’idea di costruire un Parco Avventura, come succede anche in tanti altri ambiti di attività, può essere affascinante e catturare la fantasia di chiunque, giovani e meno giovani, ma un approccio ragionato è senza ombra di dubbio da preferire.
Chi inizia per la prima volta a cullare quest’idea potrebbe giungere a delle conclusioni affrettate, basando le sue valutazioni solo sul costo necessario per la sola costruzione e sull’acquisto dell’attrezzatura del Parco, pregustando magari lauti ricavi derivanti dalla potenziale larga affluenza di futuri ospiti.

Tuttavia, nonostante il costo di accesso per la costruzione di un impianto, sia relativamente basso, vanno tenuti in debita considerazione tantissime altre variabili che incidono, gioco forza, in tutta l’attività.
Una attenta fase di valutazione ed eventualmente uno studio di fattibilità o un progetto, non possono che essere di supporto ad un’idea imprenditoriale, qualora ci siano le condizioni ideali per realizzare una struttura destinata ad avere successo. Può essere utile altresì a rendersi conto che ci si trova di fronte progetto a forte rischio, con un possibile danno economico.

La primissima fase che conduce alla costruzione di un Parco Avventura è senz’altro legata al sopralluogo di un esperto, generalmente il potenziale costruttore dell’impianto, cioè la ditta che si è scelta per costruire il proprio Parco Avventura.

Step #1 – Il sopralluogo

Il sopralluogo nell’area o nelle aree candidate ad ospitare il futuro Parco Avventura, neanche a dirlo, va fatto da un tecnico esperto che opera nel settore. La scelta dell’area è fondamentale e si dovrà verificare che ci siano tutte le condizioni minime per l’installazione del Parco.

Bisogna dire che non è sufficiente essere iscritto ad un albo professionale per sapere qual è la soluzione migliore da suggerire al cliente o se addirittura l’investimento è da sconsigliare.

Le compSopralluogoetenze necessarie per una valutazione puntuale, magari finalizzata alla redazione di un progetto, devono comprendere la conoscenza approfondita del bosco e delle piante, le tecniche costruttive e la norma di riferimento, i flussi e la loro ottimale gestione. Non ci si può improvvisare.

Le aziende costruttrici hanno tecnici (interni o esterni) esperti in questo tipo di valutazioni. In alcuni casi, se richiesto, si occupano anche della sola redazione dello studio di fattibilità, della progettazione di massima e/o di quella esecutiva.

Generalmente la prima visita serve per verificare la specie e le dimensioni delle piante, il loro numero, e la distanza che intercorre tra di loro. Si effettua anche una prima analisi visiva dello stato di salute del bosco ed in particolare delle piante che potrebbero essere interessate alla costruzione.
I dati possono essere sufficienti per formulare direttamente un preventivo, ma se è necessario redigere uno studio di fattibilità ed eventualmente un progetto, sarà necessario acquisire anche diverse altre informazioni.

Il preventivo potrà tenere conto di diverse voci di spesa:
costruzione dei percorsi (ogni percorso ha livelli di difficoltà diversi ed è composto da più istallazioni, es.: ponte tibetano, teleferica, salto di tarzan, etc..);
attrezzatura per gli utenti (D.P.I.: imbragature e caschi)
attrezzatura per il personale di soccorso (D.P.I.);
Perizia agronomo-forestale;
Verifica di prima apertura e certificazione;
Eventuali strutture in legno per biglietteria, magazzino attrezzatura, area vestizione con tavolato e tettoia, etc.

Le informazioni più importanti, alla base di tutto, sono quelle riguardanti il numero delle installazioni, cioè il numero delle pedane installate sugli alberi ed i relativi giochi. Da questo dato viene fuori il numero degli Imbraghi corrispondente.
Più alto è il numero dei percorsi più alta sarà la capacità produttiva del Parco. Naturalmente ad aumentare saranno anche gli imbraghi, il personale ed i relativi costi.

Ma a questi servizi ne possono essere aggiunti ancora degli altri. È il caso della redazione di un vero e proprio studio di fattibilità, dove si analizza il contesto e si valuta l’attivazione di una serie di servizi accessori, a corredo dell’offerta.

Step #2.1 – Studio di fattibilità

Generalmente uno studio di fattibilità si rende necessario quando il parco avventura deve essere costruito da un Ente Pubblico. Lo studio di fattibilità può essere presentato da un professionista esterno, anche in assenza d’incarico conferito dall’amministrazione, creando le condizioni affinché l’Ente Pubblico possa inserire l’opera nel proprio piano triennale delle opere pubbliche, il che dà la possibilità di conferire ufficialmente gli incarichi per la progettazione e di conseguenza valutare le varie opzioni di finanziamento dell’opera.

Il primo obiettivo è quello di stabilirne la fattibilità sia da un punto di vista tecnico che economico.
Lo studio del contesto turistico, la vicinanza a potenziali bacini di utenza, la gestione dei flussi, l’analisi del target in funzione anche delle stagionalità, sono alcuni dei punti più importanti che vengono riportati in questo documento, dandone riscontri oggettivi.
Lo studio può offrire delle linee guida sulle potenzialità del Parco ma tracciando anche le priorità e la strategia di azione.

Step #2.2 – Progetto

La fase di avvio vera e propria, si concretizza con la progettazione esecutiva del parco. Ai rilievi iniziali del sito, (ubicazione delle piante, quote, dimensioni, orografia, viabilità e fabbricati esistenti, …) seguirà la dislocazione dei percorsi acrobatici, iniziando da uno studio dei flussi che deve tenere conto degli accessi all’area e della circuitazione dei clienti.

In funzione di questi parametri iniziali, della presenza di fabbricati da riutilizzare per l’esercizio dell’attività o della necessità di realizzare nuovi manufatti (biglietteria, magazzino, servizi igienici, ecc), verranno scelti i luoghi più idonei e sicuri per la loro ubicazione e di conseguenza per l’ubicazione dei percorsi acrobatici.

L’ultima fase della progettazione si occuperà dei percorsi acrobatici veri e propri, ed anche in questo caso sarà effettuato uno studio logico di distribuzione che tenga conto delle varie necessità e problematiche, che la gestione di un parco avventura pone e che i costruttori che sono anche gestori, ben conoscono.

Completerà questa fase la scelta delle istallazioni, che dovrà essere condotta con la massima scrupolosità, per assicurare, in fase di esercizio, il massimo della funzionalità del parco, scongiurando l’insorgere di sgradevoli inconvenienti (scelta di istallazioni non idonee al grado e difficoltà del percorso, disposizioni errate dei percorsi che ne rendono difficoltosa la sorveglianza ed il regolare flusso degli utenti).

Step #3 – Richieste autorizzazioni / Consulenza Tecnica

Dopo (a volte meglio prima) l’approvazione del preventivo, parte l’iter per l’ottenimento di tutte le autorizzazioni necessarie alla costruzione del Parco Avventura.

In questo momento a fare la differenza sono una serie di variabili:
– chi è il proprietario del fondo?
– Esistono vincoli sul fondo?
– In che tipo di zonizzazione si trova?
– Ecc…

La tipologia dell’impianto e le tecniche costruttive utilizzate per la sua realizzazione non dovrebbero creare grossi rallentamenti nel rilascio delle autorizzazioni. Inoltre oggi i Parchi Avventura sono in numero maggiore rispetto a qualche anno fa, quando il funzionario di turno doveva prima capire l’oggetto della richiesta per poi rilasciare l’autorizzazione.

In questi casi sapere come muoversi, magari grazie ad una consulenza da parte del futuro costruttore, può far risparmiare tempo prezioso.

Step #4 – Valutazione della stabilità degli alberi

Prima di procedere alla costruzione una fase di grande importanza è quella della valutazione sullo stato di salute delle piante scelte per la costruzione degli impianti. In questo frangente entrano in gioco delle competenze specifiche che possono essere assolte solo da professionisti, iscritti all’albo, quali Agronomi o Dottori Forestali.

L’analisi che viene svolta sulle piante riguarda lo stato di salute (da cui ne deriva anche la stabilità) e le possibili ripercussioni che può avere un impianto di questo tipo sugli alberi (e sul bosco).

In alcuni casi, nonostante gli alberi siano forti ed in buona salute, non è detto che sia consigliabile costruire il Parco Avventura. È il caso di alcune specie, che in determinati momenti della loro vita, hanno un accrescimento esponenziale ed un’installazione fatta per serraggio potrebbe fortemente comprometterne la salute, portandole, nel giro di poco tempo, a morte.

Questo significherebbe anche, che l’impianto dovrebbe essere smontato e rimontato su altri alberi, nel giro di pochi anni, con un grosso aggravio economico.

Step #5 – Realizzazione dei percorsi acrobatici e i materiali utilizzati

La realizzazione dei percorsi acrobatici generalmente viene fatta da personale specializzato che utilizza tecniche di tree climbing. I materiali più utilizzati sono il legno e l’acciaio.

Nella qualità del materiale che viene utilizzato stanno, talvolta, le differenze di costo ma anche di durata dell’impianto e di sicurezza dello stesso.

Si utilizzano ad esempio diverse tipologie di legno, trattati o non trattati, per la costruzione dei parchi avventura : abete, pino di svezia, larice, ecc . Anche lo spessore delle tavole utilizzate incide sul prezzo e sulla sicurezza.

Stessa cosa dicasi per le funi d’acciaio. Il tipo di fune, le dimensioni del cavo e le caratteristiche di resistenza, fanno ovviamente la differenza nel rapporto costi/sicurezza.

Step #6 – Collaudo statico

Il collaudo statico è l’atto mediante il quale, avendo preventivamente effettuato delle prove di carico e test sui vari componenti, viene attestata la resistenza dei percorsi in fase di esercizio, sotto l’influenza di una serie di carichi e quindi la loro idoneità all’uso.

Viene effettuato a fine lavori e ne viene richiesta una nuova emissione a distanza di un anno o qualora vengano inseriti o modificati i percorsi esistenti. Deve essere redatto da un professionista abilitato (architetto, ingegnere), iscritto all’albo da almeno 10 anni che non abbia preso parte alla fase di progettazione e di realizzazione dell’opera.

Step #7 – Formazione degli istruttori

Le figure professionali che lavorano all’interno di un Parco Avventura sono svariate.
Quelle più direttamente connesse alla tipologia di attività sono : Istruttore e Soccorritore di Parco Avventura.
Queste due figure non esistevano prima della nascita dei Parchi Avventura. I Parchi Avventura hanno creato nuove opportunità di lavoro e di sviluppo, soprattutto turistico, e come sempre avviene in questi casi sono nate nuove professioni.
In merito alla formazione professionale di dette figure, possiamo senz’altro dire che ad oggi non c’è ancora una normativa che ne chiarisca il percorso di studio o ne delinei in modo inequivocabile le competenze.

La norma 15567-2, che disciplina i Parchi Avventura, stabilisce solo quali sono i compiti a cui deve assolvere l’Istruttore di Parco Avventura: “Persona che è stata addestrata per eseguire le seguenti mansioni: fornire le informazioni necessarie per assicurare che l’attrezzatura e gli elementi siano utilizzati correttamente, verificare che i partecipanti utilizzino l’attrezzatura corretta, valutare l’autosufficienza di una persona su un percorso acrobatico di prova, assicurare che le istruzioni di sicurezza siano seguite scrupolosamente, avvisare un soccorritore in caso di necessità , fornire assistenza ai partecipanti”.

Alcuni Enti, come la Provincia autonoma di Trento e la Regione Lombardia, hanno cercato di colmare questo vuoto pubblicando delle linee guida ad uso e consumo dei Parchi e delle strutture formative, ma certamente il contributo più importante e qualificato è arrivato dall’Associazione dei Parchi Avventura Italiani che individua in modo puntuale le competenze necessarie per poter svolgere queste funzioni e ne delinea il percorso formativo.

L’Associazione ha infatti sviluppato due programmi di formazione in collaborazione con il Collegio Nazionale delle Guide Alpine, stabilendo così gli argomenti da trattare e la durata dei corsi.

I modelli proposti rappresentano solo delle linee guida, non hanno alcun carattere di ufficialità, ma sono comunque da tenere in grande considerazione per chi vuol organizzare un corso di Istruttore o Soccorritore di Parco Avventura, perché studiate ed elaborate “dal basso”, cioè in funzione delle reali esigenze delle strutture e con l’ausilio della “enorme” esperienza, in tema di soccorso e di formazione, delle Guide Alpine.

Step #8 – Assicurazione RCT della struttura

Certo non possiamo definirla una fase della costruzione di un Parco Avventura, ma l’aspetto assicurativo a garanzia degli utenti ma anche dell’imprenditore, non è cosa di poco conto. Anche in questo caso l’Associazione Nazionale dei Parchi Avventura Italiani ha mosso importanti passi nel trovare soggetti e stipulare accordi che garantissero, agli associati, serietà e rispetto dei termini contrattuali (l’adesione ad un’Associazione di categoria, soprattutto in questi casi, è davvero preziosa).

Avere un interlocutore serio, che conosce bene il tema di cui si sta occupando, perché ha la possibilità di lavorare con un’aggregazione di strutture, permette di lavorare sull’adozione di premialità in termini di prezzo, per gli impianti virtuosi che adottano sistemi di sicurezza e di qualità.
Questo lavoro portato avanti dall’Associazione ha permesso quindi di giungere ad un accordo serio e vantaggioso, per tutti. Bisogna sottolineare inoltre il fatto che premiando le realtà investono sulla sicurezza e sulla qualità, si contribuisce ad un processo virtuoso sulla riduzione dei rischi e sul miglioramento del servizio reso al cliente.

Step #9 – Verifica prima apertura

La norma europea che traccia le modalità di costruzione e i requisiti di sicurezza è la EN 15567 parte 1. Oltre a definire le caratteristiche che un parco deve avere, impone delle specifiche metodologie di calcolo e valutazione, nonché la verifica di tutto da parte di un organismo ispettivo tipo A, in conformità alla EN ISO/IEC 17020. In sintesi prima della messa in esercizio dell’impianto, è necessario ottenere una certificazione di conformità alla norma da parte di un organismo ispettivo. La verifica va ripetuta con cadenza annuale.

 

Per ricevere un preventivo sulla costruzione di un nuovo Parco Avventura, puoi contattarci ad uno dei seguenti numeri:

tel. 091.7487186 – 331.7075029 – 338.1006438

Oppure inviare un’email a: progettazione@parchiavventura.com

 

10 thoughts on “Tutte le fasi per l’apertura di un Parco Avventura

  • 26 Febbraio 2017 at 19:18
    Permalink

    Grazie davvero esaustivo.

    Reply
    • 27 Febbraio 2017 at 08:33
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      Lieto di essere stato utile 🙂

      Reply
  • 28 Marzo 2017 at 14:22
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    salve vorrei aprire un parco avventura, sto vagliando diversi terreni volevo sapere se il parco puo’ essere costruito su terreni agricoli grazie.

    Reply
    • 28 Marzo 2017 at 15:14
      Permalink

      Salve,
      se sussistono le condizioni minime, nulla osta alla costruzione di un Parco Avventura in un terreno agricolo.

      Reply
  • 24 Giugno 2017 at 10:15
    Permalink

    Buongiorno,
    esistono finanziamenti europei per la costruzione di un PA, Grazie

    Reply
    • 25 Giugno 2017 at 10:32
      Permalink

      Buongiorno,
      la nuova programmazione 2014/2020 in diverse Regioni del Sud prevede la possibilità di finanziare interventi del genere, in alcuni casi anche con i PSR e/o con il PO FESR. Se non si vuole aspettare i tempi dei bandi pubblici una buona soluzione può essere anche il Credito Sportivo.

      Reply
  • 24 Ottobre 2017 at 11:01
    Permalink

    Buongiorno,
    sto valutando la realizzazione di un parco avventura. Il terreno che ho preso in esame non è in piano ma risulta lungo un pendio con alcuni terrazzamenti. Volevo sapere se questo potrebbe essere un ostacolo.
    Grazie per le spiegazioni

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    • 24 Ottobre 2017 at 12:11
      Permalink

      Buongiorno, non è necessario che il terreno sia in piano. Se gli alberi sono sufficientemente alti e lo permettono si possono creare dei percorsi acrobatici che si sviluppano anche su piante che sono a quote differenti tra loro. Naturalmente questo è un concetto che va bene in linea generale… per entrare nel merito è sempre bene effettuare un sopralluogo per valutare attentamente la fattibilità.

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  • 5 Gennaio 2018 at 15:06
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    Buon giorno, trovo l’argomento molto interessante.
    Le indicazioni preliminari sono realmente utili ed apprezzo molto questo articolo. Leggendolo, mi sono sorte in automatico due banalissime domande: per avere un ordine di grandezza, quali sono i costi medi di costruzione (ad esempio un costo medio ad attrezzo/gioco) e gestione (ipotizzo costi di manutenzione per attrezzo/gioco e costi di personale, non avendo idea di quanti professionisti siano necessari per l’attività)? Ovviamente ogni ubicazione e tipologia avrà i suoi costi, questo mi sembra banale, però ritengo che in una situazione standard si possa conoscere indicativamente un ordine di grandezza. Magari il costo di gestione è ipotizzabile assumerlo pari ad una percentuale degli introiti, visto che gli introiti sono relazionabili al numero di visitatori che a loro volta sono relazionabili al personale ed all’usura del materiale. E’ possibile avere alcune indicazioni in merito? Esistono dati? Grazie mille

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    • 16 Gennaio 2018 at 08:30
      Permalink

      Buongiorno,
      per quanto riguarda la produttività non esistono dati aggregati in merito a quanto chiesto da lei, se non quelli che ogni imprenditore ricava dalle sue analisi e che naturalmente non condivide pubblicamente. Oltretutto sono talmente tante le variabili di successo/insuccesso di un parco che per ottenere dei dati medi che siano verosimili è necessario, appunto, aggregare dati da varie fonti. Per i costi di costruzione l’ordine di grandezza generale, per un parco su alberi, può oscillare tra € 1.500 e € 3.000 a gioco/atelier.

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